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Collemeluccio

Collemeluccio, unico bosco di resinose del Feudo Vignali di proprietà del Duca D'Alessandro di Pescolanciano, fu portato in dote a questi dalla nobildonna Desiderata Melucci, da cui si ritiene derivi il nome, la quale lo avrebbe acquistato nel 1628 dall'Università di Pietrabbondante. Il bosco rimase di proprietà dei D'Alessandro fino al 1895, anno in cui fu espropriato dal Banco di Napoli ed acquistato da tre famiglie e suddiviso nel tempo, per una serie di successioni ereditarie, in tante piccole quote.

Oggi costituisce l'esempio di un lungo e non ancora terminato lavoro di riaccorpamento e di ricomposizione fondiaria dell'antico feudo più volte frammentato, ma caratterizzato da un elemento comune: la presenza di abete bianco spontaneo in formazione boschiva pura e/o consociata con cerro. A partire dal 1968, l'ex Azienda di Stato per le Foreste Demaniali si è impegnata in un'opera di ricomposizione che, fino ad oggi, ha portato alla formazione di un consistente nucleo di 363 ettari e che, continuando l'opera di accorpamento, potrebbe permettere di raggiungere l'estensione dei circa 500 ettari originari della selva di abeti di Collemeluccio.

Nel 1971, con D.M. 11.09.1971, Collemeluccio fu dichiarato R.N.O. per 187 ettari. Con D.M. 13.07.1977 ulteriori 160 ettari, già iscritti al numero 13 del Libro Nazionale Boschi da Seme di cui alla legge n. 269/73, furono dichiarati riserva biogenetica e successivamente, con D.M. 23 dicembre 1977, inclusi nella riserva naturale orientata che fu così ampliata a 347 ettari. Con lo stesso decreto anche la R.N.O. Collemeluccio fu dichiarata Riserva MaB per 347 ettari. Nell'anno 1984 furono acquistati da privati altri 16 ettari classificati come Foresta Demaniale Statale, presi in consegna dall'Ufficio Amminirstazione ex A.S.F.D. di Isernia il 4 novembre dello stesso anno. Come Montedimezzo, anche Collemeluccio partecipa alla realizzazione della Rete Natura 2000 essendo il suo territorio incluso nell'elenco dei siti di importanza comunitaria e delle zone di protezione speciale.


Fonte Cupa

L'abetina di Collemeluccio

Educazione ambientale

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