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Il tratturo moderno

Furono gli Aragonesi, esattamente nella metà del quindicesimo secolo, a decidere di costruire intorno alla civiltà pastorale appenninica un complesso sistema economico basato sull'allevamento ovino e sull'industria della lana e dunque di trasformare le antiche piste erbose in una più moderna rete infrastrutturale perfettamente funzionale allo scopo. Forte della esperienza nella natìa terra di Spagna, la loro dinastia progettò e realizzò lo sfruttamento regolamentato su vasta scala dei pascoli abruzzesi e del Tavoliere pugliese, sfruttamento che era alla base di un ciclo economico completo, dall'allevamento alla commercializzazione dei prodotti. Le antiche piste divennero così le indie, opportunamente allargate ed organizzate, un disegno am-izioso che per oltre tre secoli fece la fortuna del Regno del Sud.

Fu insomma quando gli Spagnoli decisero di fare dell'allevamento ovino, e di tutto il complesso indotto, la principale attività economica dell'Italia centro-meridionale che nacquero i giganti verdi, come oggi li conosciamo, testimoni e protagonisti dell'epoca d'oro della “Civiltà della Transumanza”.

Il progetto sta riportando il tratturo al suo originario aspetto, ridandogli le sue peculiarità identificative, la veduta spaziale e soprattutto assicurandone la fruibilità secondo i nuovi orientamenti della collettività. Atteso che il tratturo oggi assolve poco o nulla ai suoi antichi usi quale via della transumanza e delle attività commerciali e militari, è anacronistico pensare ad una riattivazione della transumanza se non per manifestazioni di tipo tradizionale e comunque occasionali.

Le antiche vie armentizie dovranno assolvere sempre di più ad usi diversificati, ossia alla fruibilità per escursionismo pedonale, equestre ed in bicicletta, al turismo scolastico educativo - storico - culturale alla conservazione della biodiversità vegetale su di esso naturalmente instauratosi e presente, recuperando anche i manufatti ad esso prospicienti. Pertanto con il presente progetto, I stralcio, sono previsti schematicamente i seguenti lavori, da effettuare iniziando sulle tratte che confinano con i due nuclei delle riserve MaB dell'Unesco, ossia le RR.NN.00. di Collemeluccio e Montedimezzo:

  • ricognizione e verifica dei confini con apposizione di termini ove mancanti e ove il confine non è puntualmente individuabile e aggiornamento della cartografia;
  • ripulitura della superficie tratturale dalle specie infestanti;
  • modesti interventi di regimazione delle acque di scorrimento superficiale;
  • recupero di antiche sorgenti, fonti ed abbeveratoi esistenti lungo i tratturi;
  • agevolazioni per la concessione di pascolo;
  • formazione ed apposizione di pannelli divulgativi e segnaletica e di staccionate in legno in prossimità di tratte fortemente antropizzate, di intersezioni con opere viarie e di altre infrastrutture.

Specificatamente sono state prese in considerazione la tratta ove il tratturo interseca la S.P. S. Pietro Avellana - Vastogirardi - Capracotta fino alla intersezione con la S.P. Frazione Cerreto - Vastogirardi per una suoperficie di Ha 53,00 circa e la tratta Ponte S.Mauro - Bivio Frazione Fratta di Pietrabbondante per Ha 57,00 circa e quindi per complessivi Ha 110 circa.