|
Il 1447, come è ampiamente noto, fu l'anno d'istituzione della -"Dogana della Mena delle pecore" voluta da Alfonso I d'Aragona, detto il Magnanimo dai suoi contemporanei. Il Tavoliere pugliese divenne in buona parte, ma non tutto, un immenso pascolo a disposizione del de-manio regio, diviso ed organizzato in “Locazioni” e “Poste” progettate in modo da essere date di anno in anno in affitto ai “Locati”, i proprietari delle greggi. Questi ultimi potevano essere privati, come famiglie nobili e baroni, ma anche enti ecclesiastici come i grandi conventi abruzzesi o molisani. C'erano ovviamente le greggi reali come, nell'antica Roma, erano esistite quelle appartenenti all'imperatore. La Transumanza verso la Puglia divenne obbligatoria, a fronte però di una serie di elementi e condizioni che resero estremamente redditizio l'allevamento ovino il quale, difatti, nei decenni successivi (e soprattutto nei secoli sedicesimo e diciassettesimo) conobbe una crescita notevole fino a raggiungere a metà del '600 dimensioni numeriche mai viste in tutte le epoche precedenti. Uno degli elementi di successo del sistema era la rete stradale che lo stesso Alfonso decise di riorganizzare in maniera eccelsa: nacque così la sterminata rete costituita dai grandi tratturi e dalle loro diramazioni e collegamenti. Una immensa rete viaria, principale e secondaria, di cui ampie tracce sono giunte fino ai nostri.
|