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LA PIÙ GRANDIOSA TESTIMONIANZA DELL’ANTICO SANNIO IL SANTUARIO DELLE GENTI SANNITE Le interpretazioni di ordine storico fatte dal Mommsen prima e dal Lugli dopo, che per quasi un secolo (dalla prima metà del XIX secolo alla prima del XX) hanno accompagnato gli scavi di Pietrabbondante sono state sistematicamente smontate sulla base dei rinvenimenti avutesi nelle campagne di scavo degli anni sessanta del XX secolo. Le indagini avviate a Pietrabbondante nel 1959 condussero a una diversa interpretazione del complesso monumentale, portando alla luce un grande tempio retrostante il teatro e rivelando l'appartenenza di questo a un santuario costruito sullo scorcio del II secolo e agli inizi del I a.C. per diretto intervento dello stato sannitico e dei suoi magistrati i quali avevano sede a Bovianum (Boiano), la capitale dei Sanniti Pentri. Fu allora evidente che gli edifici di carattere religioso non erano stati più usati in epoca romana e che il loro decadimento era già iniziato in epoca augustea. Gli scavi dimostrarono inoltre che l'area di Pietrabbondante non era stata occupata da una città, e che in particolare non vi era mai stato un insediamento romano con costituzione municipale o con rango di colonia. La presenza romana nell'area si era risolta nella creazione di un grande fundus privato, appartenuto alla gens Socellia, con attività produttive agricole e artigianali. Lo stato romano aveva evidentemente decretato la cessazione del culto pubblico, legato all'identità nazionale sannitica, ed aveva alienato i beni immobili confiscati al santuario. Ricerche di carattere storicotopografico avevano nel frattempo riconosciuto che il territorio di Pietrabbondante era appartenutoai Samnites Pentri, e che il gruppo etnico dei Carricini, definiti Caraceni sulla base di una erronea tradizione antica, in realtà aveva occupato i territori a nord del Sangro con i municipi di Cluviae (Casoli) e Iuvanum (Torricella Peligna e Montenerodomo). Si era così chiarito che il santuario di Pietrabbondante era stato tra il IV e il I sec. a.C. il principale centro della religiosità pubblica per la nazione dei Samnites Pentri. Il complesso tempio-teatro, con cui il santuario aveva raggiunto la massima fioritura, si colloca nell'ultima fase dell'autonomia del Sannio, negli anni che precedono la guerra sociale e che vedono dilagare le rivendicazioni italiche per il conseguimento della cittadinanza romana. Esso costituisce il nucleo centrale dell'area monumentale, sorto nella posizione del santuario più antico, che aveva occupato l'area ove successivamente fu costruito il teatro. Di questo nucleo originario, distrutto durante la guerra annibalica, restano elementi architettonici smembrati, oggetti votivi e frammenti di armi tolte a eserciti nemici e poste a ornamento di edifici sacri secondo la consuetudine antica. Dopo la fine della seconda guerra punica, nel corso del II sec. a. C., venne costruito il Tempio A, con cui si avviò la ripresa delle attività edilizie di architettura sacra a Pietrabbondante, che sarebbero culminate verso la fine del II con la costruzione del tempio teatro. Questa ricostruzione delle fasi edilizie del santuario è stata confermata e grandemente ampliata dalle nuove ricerche iniziate a Pietrabbondante nel 2002 e tuttora in corso.
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